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Chi siamo e perchè stiamo insieme
 

L’iniziativa nasce in veste cooperativa con l’intento di costruire una rete di servizi e di piccole realtà economiche che facciano da contrasto allo spopolamento delle valli montane dell’Appennino.

Per servizi intendiamo l’approvvigionamento dei beni di prima necessità, gli asili nido, le scuole primarie e secondarie e così via di seguito. Abbandonando quindi l’idea che la montagna sia l’ideale ricovero di anziani non autosufficienti oppure il luogo dove vivono per lo più asociali e disadattati.

Stiamo insieme iniziando dai bisogni della montagna, anche se questi non portano, nel breve periodo, a imprese che danno immediatamente reddito o che dividono utili; in questo la forma cooperativa riprende così il suo spirito originario mutualistico nel senso più stringente del termine.

Le iniziative partono da una piccola frazione del comune di Palanzano, Ranzano. Uno sparuto gruppo di case con in mezzo una chiesa che in pochi decenni si è spopolato a tal punto che i giovani e i bambini rappresentano una esigua realtà, un luogo modellato dal solco dell’Enza, torrente che scende dal lago Paduli, bacino artificiale collocato sul passo del Lagastrello, un territorio questo che rifiorisce ogni primavera e dove la biodiversità è ancora padrona e ci viene spesso a fare visita.

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La nostra prima iniziativa:
“La stazione di Posta”

Solo stando insieme potremo ridare nuova vita alle valli abbandonate dell’Appennino emiliano-romagnolo

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La stazione di posta nasce per avviare un percorso di riavvicinamento e ripopolamento proprio delle aree più compromesse dell’Appennino emiliano romagnolo. Il percorso si fonda sul principio elementare della conoscenza dei luoghi incantevoli che la natura ha modellato in milioni di anni, luoghi che hanno fornito di che vivere sino agli anni settanta del secolo scorso. Qui, In luogo dei tradizionali e sporadici uffici del turismo o dei semplici punti informazione, si vogliono approntare delle moderne “Stazioni di Posta”, attrezzate a dovere per ospitare e promuovere la vita in montagna. Pochi semplici accorgimenti le devono rendere appetibili ai potenziali viandanti: dormire, sostare e rifocillarsi a prezzi contenuti, ricaricare e ripartire con veicoli (auto, moto e biciclette elettrici) trovando personale disposto a raccontare i luoghi e le loro specificità, segnalando le case sfitte nelle vicinanze, e indicando altresì le possibilità di occupazione che via via si manifesteranno, costruendo così nello stesso tempo un’economia resiliente e dinamica.

La conoscenza sarà il primo passo di un percorso volto alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e in gran parte sottoutilizzato o abbandonato da mettere a disposizione dei nuovi e auspicati nuclei familiari che decideranno di tornare a ripopolare le valli. Si deve sfatare il luogo comune che vuole i paesi di montagna chiusi e inospitali, porgendo a tutti i forestieri ospitalità e accoglienza senza distinzioni di razza o cultura.

Il marchio,
il distintivo dell’iniziativa

Lasciare un segno per indicare la strada

Il logo che è stato realizzato vuole diventare sinonimo di accoglienza, qualità e cortesia. Dietro la scoperta delle vallate celiamo l’intento di favorire il ripopolamento delle aree montane interne dell’Appennino, luoghi questi che nel corso di mezzo secolo hanno perso residenti, servizi essenziali, medici di base, scuole e, soprattutto, popolazione.

Gli esempi e i segni sviluppano l’immediata risposta di chi viene a conoscenza di questa iniziativa, il marchio disegna l’idea: la casa e il focolare. Le strade disegnano le vie impervie tra i monti insieme alle luci che illuminano vette e valli oltre che motori elettrici per attraversarle senza lasciare alcuna traccia che comprometta il territorio.

Proprio attraverso il marchio vogliamo mettere insieme realtà che insistono nelle diverse valli: locande, trattorie, bad and breakfast, affittacamere che, accomunandosi, possano offrire ai viandanti e ai curiosi un soggiorno in luoghi naturali senza svenarsi economicamente e dando al visitatore la possibilità di pensare di trasferircisi definitivamente. Il logo deve divenire sinonimo di vita e viaggi alternativi, di offerta di case sfitte o abbandonate, di opportunità di lavoro, di tutto quello che rende viva una comunità.

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Le strade delle stazioni di posta

Le strade si snodano dalle basse pianure del piacentino sino alla riviera romagnola per poi salire e inerpicarsi verso gli Appennini, colline e monti che separano la penisola tra l’Adriatico e il Tirreno. A tutti coloro che fanno del turismo e dell’ospitalità il loro lavoro nelle terre interne della dorsale appenninica ci rivolgiamo per chiedere di associarsi all’iniziativa, di costruirla insieme al fine di valorizzare ogni singola vallata attraverso le sue produzioni locali e la propria specificità. Per costruirla dovremo insieme stabilire criteri di adesione, qualità minima dei servizi che si intendono offrire, caratteristiche e specificità di ogni stazione di posta.

I primi obiettivi sono la ricerca dei migliori luoghi e delle migliori strutture presenti sui territori delle montagne: agriturismi, trattorie, bad and breakfast, locande e affittacamere, rifugi con letti. Luoghi che, esprimendo la cucina, i prodotti e l’ospitalità locali, dovranno meritare il marchio che ne garantirà e certificherà, attraverso un protocollo e una carta di intenti, la qualità del soggiorno.

Come procedere lo chiediamo a tutti coloro che ci contatteranno e, speriamo, si impegneranno nella realizzazione di questa iniziativa, noi cominceremo dai territori dei comuni della valle dell’Enza e dei comuni che vengono attraversati dalla strada statale 665 (la route 665) che da Capoponte sale al passo del Lagastrello per scendere poi sino ad Aulla in Toscana.

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